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La classifica dei paesi più felici del mondo

Come abbiamo già approfondito in qualche post del nostro blog, non c’è nulla di più contagioso di un bel sorriso.

Non parliamo del sorriso perfetto, con denti perfettamente allineati e bianchi come la neve, ma di un sorriso sano e spontaneo.

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I 5 tipi di spazzolatori (dentali)

Esiste un solo metodo per lavarsi i denti correttamente (due se distinguiamo lo spazzolino elettrico da quello manuale), ma esistono invece tante tipologie di spazzolatori diversi.

Sicuramente, se fai attenzione, riconoscerai te stesso (speriamo di no, in alcuni casi!) o qualche amico o parente in una di queste categorie.

Vediamo quali sono!

#1 – Lo spazzolatore seriale

spazzolatore_seriale_Kalipharm

Potremmo definirlo anche lo spazzolatore compulsivo. É quello che ha talmente poca considerazione per le sue gengive che spazzola, spazzola e non fa altro che spazzolare, il più forte possibile.

Tipica patologia del maniaco della pulizia, convinto che”più spazzolo, meglio pulisco, no?”

Gli spazzolatori o spazzolatrici seriali sono quelli che, una volta arrivati dal dentista e convinti di aver mantenuto una perfetta igiene orale, rimangono sconvolti dal livello delle loro gengive che, poverine, hanno optato per una pausa di riflessione…

#2- Lo spazzolatore addormentato

lo_spazzolatore_addormentato_Kalipharm

Suona la sveglia e lo spazzolatore addormentato va in bagno.

Mette il dentifricio sullo spazzolino e dà inizio all’agonia.

Spazzola lentamente, movimenti soft, niente fretta.

Spunta.

Altro dentifricio.

Rispazzola con cautela.

Fa una pausa.

Riprende a spazzolare.

Sputa.

Risciacqua.

Sputa.

Asciugamano.

Notte.

#3 – Lo spazzolatore occasionale

spazzolatore_occasionale_Kalipharm

Detto anche “spazzolatore saltuario” è l’incubo non solo di Dentisti e Igienisti dentali, ma anche della società.

Lo spazzolatore occasionale si lava i denti per le grandi occasioni.

Nei weekend (prima di uscire), durante le festività, prima di un appuntamento, e via dicendo.

È assolutamente convinto che masticare continuamente chewing-gum possa interamente sostituire lo spazzolino da denti e che il suo alito sappia sempre di fresco.

Ed è così, nei pochi momenti in cui l’aroma di mentuccia appassita con un tocco di “eau de vespasiano”. 

#4 – Lo spazzolatore bulimico

spazzolatore_bulimico_Kalipharm

Lo spazzolatore bulimico è una versione più evoluta dello spazzolatore occasionale.

Per qualche ragione non riesce a mantenere la giusta costanza e abitudine nel lavarsi i denti, quindi “recupera” tutto in una volta.

Va in farmacia e compra spazzolino, dentifricio, filo interdentale e 7 modelli di scovolino. Torna a casa e li usa durante i suoi attacchi di spazzolamento bulimico, in cui per qualche giorno si lava i denti 10 volte al giorno, per poi tornare alle solite abitudini.

È convinto, che il consiglio di lavarsi i denti 3 volte al giorno sia da calcolare in media, quindi concentra i 21 lavaggi settimanali in uno o due giorni.

Non fa una piega!

#5 – Lo spazzolatore classico

spazzolatore_classico_Kalipharm

È sicuramente la categoria più noiosa, ma anche la più sana!

Composta dal paziente ideale, quello che segue le istruzioni del Dentista, cambia lo spazzolino ogni 3 mesi ecc ecc.

E tu, quale tipologia di spazzolatori conosci?


Scopri gli articoli del nostro blog!

#kalipharm #brildent #igienedentale #dentalhumor

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Tipi da sala d’attesa

La sala d’attesa del dentista è un luogo sociologicamente molto interessante.

Si possono incontrare, a seconda delle occasioni e della “fortuna”, diverse tipologie di persone.

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Reportage di viaggio in Tanzania – Kalipharm

Come comunicato a inizio agosto sulle nostre Pagine, Kalipharm ha dedicato le sue vacanze alla realizzazione di una “missione” in Tanzania.

Siamo partiti in 7, da Milano, alla volta di Iringa, il capoluogo della omonima regione che, tra le altre cose, ospita il secondo parco naturale più esteso d’Africa, ossia il Ruaha National Park.

L’obiettivo era quello di montare due riuniti, uno all’interno della Missione delle Suore della Consolata ad Iringa, ed il secondo presso l’Ospedale regionale.

Premettiamo che, nonostante con qualche difficoltà, la missione è stata effettivamente compiuta!

Prima tappa: Milano-Dar Es Salaam

La nostra prima tappa è stata presso la Missione di Dar Es Salaam.

In questa missione lavorano 5 Sorelle, che si occupano di un Dispensario, che è un vero e proprio ambulatorio considerato un punto di riferimento all’interno di uno dei quartieri più poveri della città, ossia Mbagala.

Seguono poi il Reparto di Maternità e la Scuola Materna.

 

Reparto Maternità - Mbagala - Dar Es Salaam

Dopo la calorosa accoglienza al nostro arrivo, prima di iniziare i lavori veri e propri, quindi prima di andare a Iringa, ne abbiamo approfittato per trascorrere una giornata sull’Oceano Indiano.

Sono state ore rigeneranti e la nostra guida ufficiale era Suor Rosa, una Sorella di Torino, ormai in Tanzania da più di 40 anni.

Suor Rosa ci ha portato nella spiaggia di Kipepeo, a sud di Dar Es Salaam.

Dopo questa pausa abbiamo preparato tutto per il nostro viaggio in pullman da Dar Es Salaam a Iringa.

Il pullman impiega circa 10 ore (anche se i tempi di percorrenza sono sempre variabili) per percorrere circa 500 km, passando attraverso un parco naturale.

Nonostante le pochissime pause e la fatica del viaggio, è stato bellissimo poter scorgere giraffe e zebre dal finestrino.

Questo video sintetizza in pochi minuti 10 ore di viaggio, in cui cambiano panorami e scenari, dal momento che Iringa si trova a 1600 m. di altitudine.

La missione di Iringa

Dall’inizio degli anni 20 Preti e Suore Missionarie hanno iniziato il loro lavoro in Tanzania. E hanno scelto luoghi difficili non solo dal punto di vista logistico, ma anche sociale.

Lo dimostrano le non poche peripezie che tutt’ora quotidianamente si devono affrontare nei più banali spostamenti.

Dalle strade dissestate ai problemi da affrontare durante la stagione delle pioggie, il tutto supportato dalla totale carenza di un’affidabile assistenza sanitaria, se non nelle città più grandi (e comunque con standard ancora ben lontani dal soddisfare le necessità della popolazione locale).

La missione di Iringa si inserisce in uno di questi scenari.

All’interno della Missione si trovano l’Orfanotrofio, che ospita 28 bambine e le assiste dai primi anni di vita sino alla maggiore età, il Laboratorio alberghiero femminile, in cui si insegna alle ragazze delle scuole superiori a svolgere tutte le mansioni tipiche del settore alberghiero, come la cucina, il cucito, le pulizie ecc.

All’interno della Missione si trova anche lo Studio Odontoiatrico.

Nel corso degli anni passati, gruppi di volontari hanno portato il materiale necessario per poter lavorare a pieno regime.

Nel mese di Agosto ci siamo dedicati alla sostituzione del riunito, ormai desueto.

La problematica maggiore che abbiamo riscontrata è stata quella della totale mancanza di prevenzione e di conseguente cura di qualsiasi problema legato al cavo orale.

Tutti i medici tendono ad estrarre i denti, anzichè prendersene cura.

Il risultato è quindi l’asportazione di denti sani e curabili, in quanto non solo mancano i mezzi per procedere alle cure, ma anche la formazione necessaria alla cura dei denti stessi.

Durante il nostro soggiorno, i due Odontoiatri del Team hanno affiancato non solo il personale che lavora all’interno dello Studio odontoiatrico della Missione, ma anche il personale che opera all’interno dell’Ospedale regionale.

Un altro problema non trascurabile è rappresentato dalla mancanza della figura dell’Odontotecnico.

Spesso, infatti, le impronte vengono inviate da Dar Es Salaam a laboratori situati in India, che provvedono successivamente a mandare le protesi mobili definitive.

Uno dei due riuniti imballati

La cernita del materiale odontoiatrico e non da lasciare nella Missione

Il momento dello “spacchettamento” dei riuniti

Il Dott. Giuseppe al lavoro in studio

La Dott.ssa Erika al lavoro in Studio

Il montaggio di uno dei due riuniti

Andrea, l’Odontotecnico, al lavoro

Riunione mattutina tra un paziente e l’altro

La consegna del riunito all’Ospedale regionale

Il secondo dei due riuniti spediti dall’Italia è stato consegnato all’Ospedale di Iringa.

È stato necessario parlare con il Direttore dell’Ospedale e con il Presidente della Regione di Iringa, perchè approvassero la donazione da parte nostra.

Le procedure burocratiche in Tanzania sono molto lunghe e articolate, così come l’approvvigionamento dei materiali e delle apparecchiature. Anche in caso di donazioni vengono effettuati controlli e le autorità verificano che tutte le operazioni vengano svolte nel rispetto della trasparenza e senza scambi di denaro.

Nonostante la mancanza di un supporto costante ai medici dell’Ospedale, speriamo che i materiali forniti verranno utilizzati nel migliore dei modi, e sempre nell’ottica della cura e della conservazione.

 

 

Tutti i materiali portati a Iringa sono stati donati da Studi Odontoiatrici italiani.

Macchinari e materiali che per noi sono da scartare o sostituire, possono rappresentare una risorsa importante in posti come la Tanzania.

Per questo motivo invitiamo tutti gli Odontoiatri e gli Igienisti dentali interessati, a contattarci nel caso in cui avessero materiale ancora funzionante da inviare presso la Missione o l’Ospedale, a seconda delle necessità.

Solitamente vengono organizzate un paio di spedizioni all’anno tramite container.

Vorremmo ringraziare tutte le Suore Missionarie che, con il loro duro e silenzioso lavoro quotidiano, prestano la loro vita per rendere migliori luoghi dalle enormi potenzialità, ancora inespresse.

Il nostro ringraziamento va non solo a ciò che fanno, ma alla loro ospitalità, simpatia e gioia di vivere.

Sentimenti che ci accompagneranno anche nel nostro lavoro quotidiano in Italia.


Componenti del Team

Kalipharm: Alice e Federico

Dott. Giuseppe Di Donfrancesco (Odontoiatra a Torino)

Dott.ssa Zitoli Erika (Odontoiatra a Torino)

Andrea Zitoli (Odontotecnico a Torino)

Isabella Capone (Assistente alla poltrona)

Mauro Giovanni Carlo (Tecnico specializzato Riuniti e macchinari, Torino)